Borsa Italiana, chiusura in calo sotto il peso delle banche

By | 18 febbraio 2017

Le Borse europee hanno archiviato la settimana con una chiusura negativa: a Piazza Affari il FTSE MIB perde lo 0,42 per cento sotto quota 19 mila punti, mentre Parigi cede lo 0,8 per cento. Fanno un pò meglio Francoforte che chiude in parità, e Londra, dove invece il FTSE chiude le contrattazioni in positivo per lo 0,3 per cento, grazie soprattutto alla spinta di Unilever, trascinata al rialzo dopo la maxi offerta (peraltro, rifiutata almeno temporaneamente) di Kraft Heinz.

borsa italianaTornando a Borsa Italiana, la giornata di venerdì è stata piuttosto pesante soprattutto sul fronte bancario, fatta eccezione per Unicredit, che chiude in rialzo del 2,14 per cento nella sua ultima giornata di negoziazione dei diritti di opzione legati all’aumento di capitale. Bene anche Mediaset, in rialzo dopo le notizie su una possibile intesa con Sky per la cessione di Premium, mentre è in difficoltà Leonardo, dopo che si son fatte sempre più insistenti le voci su un mancato rinnovo dell’incarico per l’amministratore delegato Moretti (in scadenza) dopo la condanna di primo grado per la strage ferroviaria di Viareggio.

Per quanto attiene i titoli di Stato, seduta in rialzo per i Btp decennali, con tasso del 2,19 per cento e spread con gli equivalenti bund tedeschi pari a 188 punti. Giovedì invece il differenziale era calato dopo la pubblicazione dei verbali della BCE, in cui era stata effettivamente affrontata la possibilità di una variazione temporanea delle regole per gli acquisti nell’ambito del proprio quantitative easing.

Passando poi alle materie prime, rileviamo un lieve calo per l’euro, ora scambiato poco sopra quota 1,062 dollari con una flessione dello 0,50 per cento. Perde terreno anche la sterlina, sui segnali di crepe nella tenuta economica della Gran Bretagna (come avevamo previsto, lo spettro della Brexit è tutt’altro che archiviato). Anche i dati macro non sono stati di giovamento, conisderato che le vendite sono ancora calate su base mensile, e hanno rallentato l’incremento su base annua.

Infine, lieve calo delle quotazioni del petrolio, con il WTI che cala a 53,04 dollari la barile e con il Brent che invece cede 24 centesimi a 55,41 dollari. Stabile l’oro, con il metallo in pronta consegna ora scambiato a 1.238 dollari l’oncia.

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